Rotary International Distretto 2060
2010/2011  


PDD Sezione 1: INDIRIZZO ISTITUZIONALE e PROGRAMMATICO
  IL PRESIDENTE DEL ROTARY INTERNATIONAL

Ray Klingingsmith (RC Kirksville, Missouri, USA)

Cari Rotariani del Distretto 2060 del Rotary International, cari Amici, in uno dei miei messaggi all’Assemblea Internazionale di San Diego, a Gennaio, Vi ho invitati a collaborare in pace ed armonia per rendere il Mondo un luogo migliore dove vivere e lavorare.
Amicizia e Servizo: è l’idea di Paul Harris che, nel tempo, si è arricchita con le 4 Vie del Servire, la Fondazione Rotary, la prova delle 4 domande, lo Statuto, la carica di Governatore, tutte sviluppatesi grazie a proposte ed al sostegno dei Leaders Rotariani. Voi siete fra questi.
Potenziate il Rotary. Pensate in grande facendo ciò che è giusto. Sostenete i club aspettandoVi opposizione alle nuove idee. Vincete la resistenza al cambiamento convincendo che i progetti sono realizzabili perché sono di buon senso e sono la cosa giusta da fare. Alcuni progetti (3H e Polio-Plus) sono nati e si sono sviluppati con il coinvolgimento di tre successivi Presidenti Internazionali: il coinvolgimento è segno di leadership.
Impegnamoci nel cambiamento o meglio nel miglioramento. Il cambiamento non garantisce il progresso, ma il progresso inevitabilmente richiede il cambiamento. Sarà molto più producente parlare di progressi nei nostri Distretti che non parlare semplicemente di cambiamenti. Mi auguro che il prossimo anno porti nel Rotary una cultura di innovazione e sperimentazione.
Innovate e sperimentate.Mettete alla prova le vostre idee: sviluppate quelle che funzionano e imparate da quelle da accantonare. Le risorse del Rotary si basano sulle quote sociali e quindi solo con un, molto oculato, incremento del numero dei Soci, pcontinuare a finanziare i nostri programmi. Soprattutto quelli per i giovani.
Migliorate il sostegno ai Giovani, l’Amicizia e l’Affiatamento, il Piacere di stare insieme: sono il nostro triangolo di forza. Si può servire in molti modi: giovani, salute, acqua, alfabetizzazione, polio-plus, ma il desiderio comune è, e deve essere, sempre, quello di migliorare la qualità di vita nel Mondo, con il nostro agire, con il nostro strenuo impegno, con i nostri valori.
Costruite le Comunità, Unite i Continenti.
Ray Klinginsmith

  IL GOVERNATORE DEL DISTRETTO 2060

Riccardo Caronna (RC Codroipo-Villa Manin)

Cari Amiche e Amici,
nel rivolgermi, ancora una volta e con molto piacere a Voi, desidero esprimere alcuni dei miei obiettivi che solo con il Vostro impegno possono essere realizzati. È irrinunciabile, come primo target, l’aderenza ai principi del Piano Strategico. Desidero assicurare operatività e crescita al Distretto con il Piano Direttivo Distrettuale e ai Club con il Piano Direttivo di Club nel quadro del Piano Strategico Pluriennale del R.I. (già in atto) e del Piano di Visione Futura della RF, ai quali sono tenuti a fare riferimento tutti i Club e Distretti.
Considero un privilegio dedicare appoggio e sostegno ai Club, in sintonia con la raccomandazione del Presidente Ray Klinginsmith e con gli obiettivi del Piano Strategico del Rotary. Rivolgete l’attenzione a giovani ed anziani con valorizzazione delle interrelazioni operative e delle singole potenzialità. Auspico rispetto, sostegno, indirizzo, coinvolgimento e partecipazione del Rotaract nel Rotary con la creazione di un ponte immediato e reciproco di continuità.
Invoco attenzione, valorizzazione, fidelizzazione alla Fondazione Rotary, Rotary e Fondazione sono intimamente connessi. Vorrei impegno per una presenza attiva e propositiva del nostro Distretto nell’ambito della nuova Zona rotariana 19, occasione di conoscenza, di nuovi contatti, di opportunità per i Giovani.
Richiedo coesione, rispetto, determinazione. Dedico con entusiasmo a Voi tutti, la mia disponibilità, la mia amicizia.
Amicizia che auspico in continua crescita con il reciproco rispetto, con la reciproca conoscenza e con la reciproca collaborazione per rafforzare la nostra Associazione, sicuramente una delle migliori al Mondo.
Vi chiedo ancora il rispetto di Regole e Procedure applicandole con il buon senso, aborrendo diatribe lontane anni luce dal nostro essere Rotariani. Ricordiamo che ancora oggi c’è chi evita la cooptazione del 50% della nostra Società civile: le Donne! Accogliamole, finalmente senza riserve, nel rispetto delle norme di civiltà e del Rotary.
Comunichiamo, infine, questo Rotary, con tutti i mezzi possibili, ma soprattutto con il nostro agire e con la nostra presenza densa di valori etici e di operatività nelle Comunità che con questi mattoni dobbiamo costruire. BUILDING COMMUNITIES - BRIDGING CONTINENTS Impegnamoci nelle Comunità - Uniamo i Continenti
BUON LAVORO, INSIEME, AMICHE e AMICI
Riccardo Caronna

  RENATO DUCA - Istruttore Distrettuale

IL PROGRAMMA DELLA NOSTRA ANNATA
Le priorità operative del Rotary International

L’obiettivo del Presidente Ray Klinginsmith è quello di portare avanti l'azione rotariana nelle aree d'intervento prioritario degli anni passati, quali alfabetizzazione, gestione idrica, sanità, fame e Famiglia del Rotary: “… tali aree d'intervento, da anni al centro dell'azione rotariana, rappresentano il modo migliore per gestire i nostri sforzi. Sono fermamente convinto che lavorando su queste aree d'intervento e incoraggiando i nostri Club e i nostri Soci a intraprendere progetti ad esse collegati, saremo in grado di ottenere il massimo risultato in relazione a quanto possiamo offrire …”.
Acqua, sanità, fame, alfabetizzazione e Famiglia del Rotary sono elementi concatenati, che necessitano l'uno dell'altro: senza l'acqua nulla è possibile, non si avrà una famiglia sana, non si potrà assicurare un'istruzione appropriata ai bambini ai quali mancherà, quindi, una nutrizione adeguata e, di conseguenza, le famiglie avranno maggiori difficoltà, ad uscire dal ciclo della povertà. L'acqua consente condizioni igienico-sanitarie più appropriate, un’assistenza sanitaria più sicura ed una nutrizione più confacente, che, unite ad idonee campagne di alfabetizzazione e di formazione professionale, porteranno le popolazioni bisognose a beneficiare di condizioni di vita migliori.

La ‘continuità’ nel Rotary

Pur tra le tante vicende dell’Umanità “… il Rotary ha mantenuto inalterati gli obiettivi, che sono irrinunciabili per una élite cosciente delle proprie responsabilità. Questa élite, oggi, non si misura con il censo o la gerarchia sociale, e non è l’espressione di una classe chiusa. Al contrario essa è aperta a tutti i professionisti ed agli uomini d’affari, delle più varie provenienze, che sentono l’impegno e la responsabilità verso gli altri …”.
PDG Ernesto Cianci, 1983

Quale modello di Rotary?

“… Il modello di Rotary che penso debba essere perseguito è quello di un'associazione di persone per bene e di elite morale ed etica, non certo d'elite di nascita o di censo che non ci riguardano. Penso a un modello, lontano dalla mediocrità, di persone competenti nei diversi settori professionali, capaci di sviluppare proposte equilibrate per il progresso della comunità, senza interessi di parte o divisioni politiche, in modo che siano, per piccoli o grandi pro¬getti, proporzionate alle necessità rilevate e anche alla capacità di poterle portare effettivamente in essere, cioè di tradurle in interventi concreti. La beneficenza assume una dimensione marginale, anche se importante, in questo modello. Certo ben venga l'impegno umanitario benefico, se saremo in grado di effettuarlo cercando di migliorare la capacità, di chi versa nel bisogno, d'imparare a operare per migliorare le condizioni esistenziali della sua gente. In altri termini se saremo capaci d'effettuare un'opera di bonifica sociale. La beneficenza fine a se stessa, che si limita all'erogazione di quattrini non è compito rotariano. Il Rotary non è un'associazione benefica e questo è bene tenerlo sempre presente, per non confondersi con operatori nel campo dell'assistenzialismo caritatevole che sono molto qualificati e spesso riconducibili all'ambiente religioso (…). Il modello italiano di Rotary è ritenuto ancora elitario e particolarmente studiato nel mondo rotariano. Non è più quello di un paio di decenni fa, per la sua espansione non del tutto condivisibile, ma sicuramente rappresenta ancora un'elite di pensiero e di competenze professionali. E questo ci porta a essere un esempio di inserimento concreto nella società, che a sua volta è molto mutata e continua a mutare. Siamo persone capaci, anche, di contribuire con un elevato impegno intellettuale alla risoluzione di problemi sociali. Riusciamo ad aumentare razionalmente e con prudenza il numero di Soci, in controtendenza rispetto a modelli rotaria¬ni d'altre parti del Mondo che perseguono un, evidentemente non riuscito, tentativo di campagna di reclutamento a tappe forzate. Dobbiamo, ancora meglio, essere capaci, però, di far comprendere a tutti che il Rotary può mantenere un proprio ruolo nella determinazione degli indirizzi della comunità in funzione di un tentativo di ripristinare nelle coscienze di tutti quella legalità etica che sembra ormai in via d'estinzione…”
Carlo Ravizza,
Past Presidente del R.I. e della R.F.

Il Rotary ed il Club rotariano nel contesto della Società odierna

Anzitutto una notazione: “… per strano che possa sembrare, in una Società dominata dall’informazione, quale è la nostra, c’è ancora qualcuno che si domanda che cosa sia il Rotary (…) qualcuno continua a domandarsi, con una certa sufficienza, quando non addirittura diffidenza, chi siano questi rotariani, che cosa in sostanza vogliano ...”. Tale constatazione non è di questi giorni, ma risale a quasi quarant’anni fa (1971-1972) ed è dell’Avv. Manlio Cecovini, autorevole Socio del RC Trieste, allora Governatore distrettuale. Una presa d’atto, ahimè, ancora molto attuale, poiché la situazione nel frattempo non è migliorata nonostante la significativa espansione dei Club in ogni ambito del Territorio triveneto. Infatti, non sempre abbiamo contribuito efficacemente a far conoscere ciò che il Rotary è e ciò che il Rotary fa e, sempre più spesso, la nostra partecipazione alla vita del Club non produce conoscenza e motivazione rotarianamente adeguate. Perciò, periodicamente ne dobbiamo parlare, dando cognizione e testimonianza pure verso l’esterno, non solo con le azioni di servizio e di partecipazione a favore e nel contesto delle Comunità, ma anche col far sapere quanto il Rotary porta a termine a livello locale, distrettuale, nazionale ed internazionale. Nell’ambito del variegato pianeta della solidarietà, il Rotary International occupa una posizione d’avanguardia, non solo per diritto di primogenitura, essendo stato fondato nel 1905 (23 febbraio), ma soprattutto perché antesignano di un’idea nuova di fare Club ed anticipatore di un concetto di disponibilità operativa – il Servizio – non consueto, in quanto ancorato alla posizione professionale del Socio e tradotto nel quotidiano tramite un’attività di forte valenza sociale e con l’ausilio di un messaggio etico di particolare presa. Il ‘servizio attraverso la professione’, emblematicamente rappresentato dall’Azione Professionale – Vocational Service – ha costituito sin da subito il criterio informatore nella cooptazione dei Soci e, quindi, nella composizione delle compagini sociali. L’Azione Professionale, perciò, viene considerata l’anima del Rotary, la ‘Via di Servizio’ che ha dato vita all’Associazione, che le assicura continuità, che ne qualifica l’operatività ed è depositaria di valori etici mai affievoliti dal mutare dei tempi e dalle vicende che hanno travagliato pesantemente l’Umanità nell’ultimo secolo. Il Rotary International – già definito efficacemente da Gabriele D’Annunzio nel lontano 1927 come il Sodalizio della Volontà – è l’insieme variegato dei Rotary Club sparsi in tutto il Mondo, i cui ‘effettivi’ (compagini sociali) sono formati con i rappresentanti delle più diverse attività professionali ed imprenditoriali, tutti interpreti delle tradizioni e del patrimonio etico-culturale dei rispettivi Paesi d’appartenenza, tesi a conseguire l’obiettivo di ‘servizio’ con determinazione. Per raggiungere al meglio tale obiettivo, il Club deve essere espressione di un gruppo effettivamente aperto, che coopta chi ha dimostrato sul campo le proprie capacità ed è pronto a rendersi utile e ad operare assieme ad altri, per gli altri: un gruppo per il quale la qualità associativa – intesa come qualità di Socio, qualità di Club e qualità di azione rotariana – è sintesi di caratteri positivi, quali senso di appartenenza, affiatamento, assiduità, motivazione, disponibilità, efficienza ed anche senso etico, non limitati all’agire all’interno del Club, ma portati all’esterno, sempre, come impegno attivo e costante. I Club sono, dunque, nuclei vitali e strategici per il Rotary, tanto è che sono proprio essi i membri dell’Associazione e non i Rotariani (Statuto del R.I., art. 5.1 – Man. Proc., pag.167). Ma i Rotariani devono essere consapevoli che l’appartenenza all’Associazione non si identifica con una posizione elitaria e con una presenza distaccata, talvolta infastidita, e che l’apicalità – troppo spesso male intesa ed enfatizzata – si esprime in primis attraverso la dimensione dell’impegno, la sollecitudine verso l’altro Uomo, la qualità del servizio. Il Club rotariano è ‘valido’ e ‘visibile’ non perché esiste, ma per quello che fa e che è in grado di promuovere. Un esempio di vitalità estrinsecata attraverso tre irrinunciabili punti fermi, l’Assiduità, l’Amicizia ed il Servizio:
  • l’ Assiduità, una consuetudine efficace perché è premessa all’affiatamento tra i Soci e prova concreta della loro partecipazione, della loro adesione non sporadica o casuale all’azione di gruppo;
  • l’ Amicizia, come insieme di valori irrinunciabili, quali ‘lealtà, solidarietà, tolleranza’; amicizia, come piacere dello stare assieme da parte dei membri del gruppo, pur diversi tra loro per impostazione, estrazione, sensibilità;
  • il Servizio, come apertura del proprio ambito a quello dell’altro Uomo, come superamento dell’individualismo a favore di una più accentuata coscienza di gruppo, come risultato del contributo costruttivo del singolo a favore di un’attività condivisa. Servizio, come fenomeno che attinge linfa e forza dal mondo delle professioni per incidere profondamente nella Società contemporanea.
Il Rotary International non è, però, un’associazione statica ed immutabile, ma una realtà che ha saputo adeguarsi ai profondi mutamenti intervenuti nella Società civile negli ultimi cent’anni, mantenendo ben radicati e sempre attuali i valori ideali indicati dai Padri fondatori. Nella sua lunga stagione esso ha subito una inevitabile evoluzione e negli anni a venire dovrà ulteriormente ‘adattare’ il proprio modo d’essere ai tempi nuovi, com’era – tra l’altro – nelle aspettative di Paul Harris (23 febbraio 1937, 32°) “… adattiamo il nostro pensiero ai tempi nuovi …” e negli auspici del Presidente William Robbins (1974-’75) “… Rinnovate lo spirito del Rotary …” e del Presidente Carlo Ravizza (ottobre 1999), il quale esortava i Rotariani a mettersi “… al passo con il Mondo che ci circonda …” e ad avere “… il coraggio di cambiare …”. L’evoluzione e la crescita della Società civile, avvenute nel secondo dopoguerra, hanno contribuito non poco alla graduale espansione del Rotary con apertura e diffusione di Club un po’ ovunque, anche in Nazioni ove la prospettiva rotariana era stata per lungo tempo pura utopia, come nel caso dei Paesi del blocco sovietico, della Yugoslavia, della Cina. In questa progressione di sviluppo nel contesto mondiale il Rotary, prendendo coscienza dei crescenti bisogni della collettività, ha assegnato al proprio strumento operativo – la Rotary Foundation – compiti sempre più rilevanti ed articolati: da ciò la richiesta alla base associativa, ovvero ai Club e conseguentemente ai Rotariani, di un maggiore impegno propositivo e finanziario per sostenere programmi internazionali di largo respiro in campo umanitario, assistenziale, educativo e culturale. Ai Club ed ai Rotariani, a ciascuno di noi spetta, soprattutto ora, di fronte alle difficoltà derivanti dalla minor resa degli investimenti rotariani per la grave crisi dei mercati finanziari, il dovere di assicurare costante sostegno a questa esemplare strumento per consentirgli continuità d’azione, che nel tempo ha prodotto, tra le altre, in vent’anni, la vaccinazione antiPolio di 2 miliardi di bambini in 155 Paesi. C’è l’aspettativa che i Rotariani trovino il tempo per una riflessione profonda su taluni punti decisamente fondanti, quali:
  • l’efficacia dell’assiduità;
  • l’essenza dell’amicizia;
  • la valenza del servizio;
  • l’importanza della partecipazione, scevra da protagonismi e sterile apparenza;
  • la disponibilità a cogliere i segni del nuovo senza riserve mentali, accettando espressioni e modi innovativi, come nel passato si sono accettate le razze, le ideologie, le religioni.
Perciò: quanto più saremo rispettosi del dettato istituzionale e motivati, quanto più saranno solidi i legami fra i Soci, quanto più sapremo rendere il Club veramente gruppo, tanto più facilmente potremo conseguire i nostri obiettivi di servizio locale ed internazionale e meno problematico risulterà l’aprire il Club e noi stessi ai problemi della Comunità, alle professioni emergenti, ai Soci giovani ed ai Soci Donna. Dobbiamo avere sempre ben presente la straordinaria intuizione di Paul Harris ed il suo messaggio universale, dando seguito alla sua esortazione di essere ‘buoni seminatori’ nel Club, nella quotidianità della nostra professione, nella Comunità, in ogni occasione utile. Solo così potremo onorare il nostro impegno di servizio ed il Rotary, mai dimenticando che esso è una grande realtà associativa, nata dal rifiuto dell'Uomo alla solitudine, all’intolleranza, alla prevaricazione, che attraverso il servizio intende spronarlo pure ad un più aperto e generoso senso del prossimo.
PDG Renato Duca,
Istruttore Distrettuale

  ANNA FABBRO - Segretario Distrettuale

MESSAGGIO AI SEGRETARI DEI CLUB

Vorrei esprimere qualche breve considerazione sul ruolo e la missione del Segretario di Club. Un ruolo, il suo, assai importante anche se purtroppo, a volte, sottovalutato se non addirittura svilito a mero esecutore materiale di direttive di varia provenienza.
Premesso che in molti Club i Segretari sono riconfermati in carica anno dopo anno, divenendo autentici pilastri dell’Associazione, in quanto depositari di un sapere e di una esperienza che trascendono la temporaneità che è propria degli incarichi rotariani, occorre recuperare il senso vero di questa figura, partendo da lontano ed analizzandone il significato. Il Segretario del Club rotariano è dunque un ufficio istituzionale, a termini dell’art. 2 del Regolamento tipo per i Rotary Club, un Dirigente, normalmente membro del Consiglio Direttivo, che costituisce ’Organo amministrativo’ cui compete la gestione del Club nelle sue diverse formulazioni e manifestazioni.
Ma, al di là e oltre le incombenze di carattere tecnico, che sono ampiamente illustrate nel Manuale in possesso di ogni Club, gravano in capo al Segretario pure adempimenti non scritti, di carattere etico-normativo-istituzionale, altrettanto importanti e funzionali all’immagine del Club, dal corretto andamento dell’attività sociale, all’equilibrio e l’armonia della compagine sociale.
Il primo di questi risiede sicuramente nel sovrintendere all’osservanza delle Norme e al rispetto delle Regole, delle quali sono depositari il Manuale di Procedura e gli altri documenti dell’Associazione.
Se per ciascun Rotariano ciò deve costituire un impegno ineludibile, per il Segretario di Club osservanza e rispetto normativi devono costituire un modo d’essere ed uno stile nell’interpretare l’incarico ricevuto con rigore ineccepibile, poiché egli è il supporto di legalità al Presidente, al Consiglio Direttivo ed alle Commissioni, nonché certificatore dell’osservanza formale di adempimenti ed atti verso i Soci, il Distretto, il Rotary International e verso l’esterno.
Questo ruolo centrale, per come descritto, non può che apparire in tutta la sua nitidezza, laddove il Club si ispiri ad una gestione aderente alle regole.
Amici Segretari, la Vostra autorevolezza poggia pure sulla conoscenza delle ‘cose’ del Club, perché il sapere è lo strumento tramite il quale esercitate il Vostro ruolo e supportate le altre figure cardine del Club, fungendo da pungolo a un’applicazione non pedissequa e acritica delle Regole, ma coerente con il loro significato e con le finalità che in concreto vanno perseguite, potendo sempre contare sulle altre figure istituzionali che, anche a livello distrettuale, possono confortare l’operato dei Club con suggerimenti o pareri sull’indirizzo più opportuno da seguire.
Cari Rotariani interagite con i Vostri Segretari ! È un invito che rivolgo anche e soprattutto ai Presidenti di Club, nonché ai Presidenti e membri di Commissione, perché ciò rappresenta il modo migliore per veicolare i flussi di informazioni che poi, potranno essere meglio interpretate, collocate, coordinate e gestite a vantaggio di tutto il Club, in una sorta di ideale mosaico, nel quale ogni tassello (il dato utile) si colloca nella giusta posizione.
Ma, anche Voi Amici Segretari, sappiate instaurare rapporti proficui con gli altri Dirigenti e con i Soci !
In questo senso la collaborazione tra Presidente e Segretario, deve cominciare prima ancora che abbia inizio l’anno rotariano. Il Segretario e il Presidente entranti devono raggiungere un mutuo accordo su come saranno ripartite le mansioni amministrative.
Un altro delicato adempimento, cui deve provvedere il Segretario di Club, è sovrintendere alla salvaguardia formale dell’articolata procedura di cooptazione di nuovi Soci.
Poiché rivolta al rinnovamento e alla crescita dell’effettivo del Club, tale procedura deve essere espletata secondo stile e prassi, bandendo nepotismi e pressioni, evitando che essa scada a livello di rituale distratto e sbrigativo.
Al nuovo Socio devono essere chieste la condivisione degli ideali e degli scopi rotariani, la disponibilità per un’effettiva e fattiva partecipazione alla vita di Club ed un’aperta accettazione del concetto di servizio. Egli deve percepire il principio che essere Rotariani non è una necessità, né un obbligo, ma nemmeno una sinecura.
Un Socio prescelto con superficialità o con pressapochismo sarà, nella migliore delle ipotesi, un peso per il Club e potrà arrecare pregiudizio al Club stesso ed all’immagine del Rotary.
Spetta, infine, al Segretario del Club, assieme ai Dirigenti preposti, richiamare con fermezza l’attenzione del Presidente e del Consiglio Direttivo sulla ‘mala pianta’ dell’assenteismo, che oggi nel Distretto è piuttosto evidente, quanto ingiustificabile.
Il Rotary è un’associazione esigente con i propri membri, anche per quanto riguarda l’assiduità: lo è per motivi statutari (ovviamente), culturali, di stile e di esigenze operative. Della periodicità settimanale delle riunioni, il Rotary ne ha fatto un cardine irrinunciabile, uno dei suoi tratti distintivi, il segno di un’appartenenza testimoniata da relazioni sociali strette, come quelle che si possono stabilire tra persone di buona volontà, che si incontrano praticamente ogni settimana.
Anna Fabbro,
Segretario Distrettuale

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OBIETTIVI E TEMI DISTRETTUALI DELL'ANNATA

Assicurare operatività e crescita al Distretto nella continuità di stile e di tradizioni, secondo le innovazioni di struttura e di gestione recentemente introdotte dal RI con il PDD – Piano Direttivo Distrettuale e con il PDC – Piano Direttivo di Club di cui i Club medesimi devono essere dotati, nel quadro del PSP RI-Piano Strategico Pluriennale rotariano (già attivato per il triennio 2007-2010) e del PVF RF – Piano di Visione Futura della RF, ai quali sono tenuti a fare riferimento tutti i Club e Distretti,
Riservare una particolare attenzione ai due anelli deboli dell’ambito sociale dei nostri territori: gli anziani ed i minori.
Rivalutare l’etica professionale, rimarcare la valenza dei diritti e dei doveri, valorizzare le professionalità emergenti.
Rivolgere uno sguardo operativamente interessato alle altre realtà rotariane della nuova Zona 19 (Svizzera, Germania, Austria, Ungheria, Slovenia, Croazia, Slovacchia, Bosnia, Herzegovina, Cechia, Romania, Israele, Liechtenstein, Moldavia). Il Distretto 2060 è ora inserito nel cuore dell’Europa, il che offre interessanti opportunità di rapporti e di interscambi da cogliere senza indugio con Paesi, alcuni dei quali hanno ritrovato il Rotary dopo tanti decenni.

Il Rotary e noi: lo conosciamo veramente?
  • La tradizione rotariana originaria.
  • Quale Rotary oggi? Il Rotary nella società europea e nella tradizione italiana.
  • I principi rotariani inseriti nella cultura e nelle tradizioni nel mondo non occidentale: quali i riscontri.
  • Le innovazioni: PSP RI – Piano Strategico del RI, PDD – Piano Direttivo Distrettuale, PDC – Piano Direttivo di Club, PVF RF – Piano di Visione Futura della RF.
Il Club: la tradizione ed il rinnovamento
  • Affiatamento ed ensemble del gruppo attraverso quale ‘amicizia’?
  • Espansione e Sviluppo dell’effettivo per una maggiore, qualificata presenza rotariana nel Territorio;
  • Interclub e contatti con l’estero, particolarmente con i Club della Zona 19;
  • Interventi in cooperazione con Club rotariani e con altri partner e realtà associative locali.
Il ‘pianeta’ Giovani ed il ‘mondo’ degli Anziani
  • L’Handicap;
  • Il problema anziani nel Territorio;
  • La ‘distanza’ generazionale di un Rotary che tende al graduale invecchiamento: facciamo un passo concreto verso i Giovani, apriamo nuove vie, cercando di colmare quella ‘distanza’;
  • Il nostro Rotaract e l’Interact.
La grande realtà rappresentata dalla Fondazione Rotary
  • Obiettivi e risultati dell’operatività della Fondazione;
  • Il domani della Fondazione Rotary: il PDF RF-Piano di Visione Futura;
  • Borse di Studio ed ex borsisti (Alumni);
  • Il volontariato rotariano (i Volontari del Rotary).

  Obiettivi e Temi Distrettuali dell'Annata

AZIONE INTERNA
Conoscere e far conoscere

‘L’Azione interna è dedicata al Club service (servizio al Club), che costituisce le fondamenta rotariane perché rivolto agli aspetti organizzativi e funzionali della articolata struttura dell’Associazione’

La Formazione e l’Informazione all’interno dei Club
Per conoscere e far sapere è necessario:
  • acquisire i valori, i principi e le regole del Rotary;
  • partecipare assiduamente ed attivamente alla vita del Club;
  • sviluppare al suo interno il senso di appartenenza, concorrendo a consolidarne ed ampliarne l’effettivo ed a salvaguardarne l’immagine e la qualità associativa;
  • avere sempre presente che autonomia del Club non equivale ad ‘indipendenza’ dai dettami del Rotary;
  • la figura dell’Assistente del Governatore: punto di riferimento periferico del Distretto, figura cardine della struttura distrettuale, anello di collegamento tra il Governatore ed i Club dell’area di competenza;
  • conoscenza, formazione e comunicazione: funzione strategica di due nuove figure operative all’interno del Club, l’Istruttore di Club e l’Addetto al Web.
Conservazione – Consolidamento della Compagine Sociale
Punto fermo nel divenire armonico dello sviluppo del Club è la costante cura della conservazione e del consolidamento della compagine sociale attraverso un’equilibrata diversificazione delle classifiche, con un’attenzione particolare rivolta alle professioni emergenti nell’ambito del territorio. La ‘cooptazione’ di nuovi Soci è una delicata operazione finalizzata alla crescita dell’effettivo, che non deve trascurare il ringiovanimento dei ‘quadri’ nel rispetto dei valori rotariani e della tradizione. Espansione: sviluppo del Rotary nel Territorio Distrettuale
Il punto irrinunciabile nel processo di ‘espansione distrettuale’ è che la costituzione di nuovi Club in aree del territorio ‘non coperte’ deve essere giustificata da concreti elementi di opportunità-fattibilità. La partecipazione alle Manifestazioni Distrettuali
È assolutamente imprescindibile che tutti i Club siano presenti con adeguata rappresentanza alle seguenti manifestazione distrettuali:
  • Assemblea distrettuale
  • Forum distrettuale su un tema di attualità nella visione rotariana
  • Forum interdistrettuale ‘Rotary-Inner Wheel’ su un tema di attualità nella visione del ‘service’
  • Seminari distrettuali sulla Fondazione Rotary
  • Congresso distrettuale
  • Handicamp ‘Lorenzo Naldini’ di Albarella ed altri service analoghi.
L’applicazione delle Norme di Procedura, Statuti e Regolamenti
È assolutamente prioritaria la conoscenza e l’osservanza nei Club e tra i Rotariani delle Regole di Procedura, dello Statuto e del Regolamento al fine di favorire una più consapevole e concreta appartenenza al Rotary ed una più incisiva e credibile testimonianza rotariana nella Società civile. FOR – La Famiglia del Rotary
‘Fare del Rotary una tradizione di Famiglia, la Famiglia del Rotary’. I Club sono invitati, attraverso le rispettive Sottocommissioni per la Famiglia del Rotary, a riservare maggiore attenzione ai propri associati, ai Soci ammalati, ai Soci assenteisti ed anche ai membri della Famiglia ‘allargata’ del Rotary, quali i Coniugi, i Figli ed i congiunti dei Rotariani deceduti. Viene, pertanto, suggerito di:
  • Visitare i Rotariani infermi, agevolando eventuali loro necessità;
  • Contattare i Soci da tempo assenti agli incontri settimanali e ‘lontani’ dalle attività del Club, verificando pure la possibilità e l’opportunità di rientro di coloro che hanno lasciato cadere l’appartenenza al Rotary;
  • Curare che la cooptazione dei nuovi Soci sia effettivamente ancorata alle diverse professionalità presenti nel territorio, com’è nello spirito e nelle regole indefettibili del Rotary;
  • Promuovere azioni ed attività più coinvolgenti la base sociale, mirate non solo all’aumento di interesse ed all’incremento dell’assiduità, ma pure ad una effettiva consapevolezza dell’appartenenza al Rotary International ed al Club;
  • Inserire i nuovi Soci nei gruppi di lavoro, nelle Sottocommissioni e nei Consigli Direttivi;
  • Coinvolgere i Coniugi e i figli dei Rotariani nella realizzazione di progetti ed attività di servizio del Club, stimolando la loro partecipazione anche ad altre manifestazioni corali del Gruppo;
  • Prevedere la cooptazione nel Club di Coniugi e figli di Rotariani, purché in possesso dei requisiti prescritti dalla regola rotariana;
  • Mantenere vivi i rapporti con la famiglia dei Rotariani deceduti, assicurando, per quanto possibile, eventuale sostegno in caso di necessità.
Il Progetto ‘Rotary – Distretto 2060 onlus’
Per consentire ai Club di perseguire con maggiore efficacia le finalità sociali contemplate nello Statuto è stata creata l’Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale Progetto Rotary–Distretto 2060 Onlus, chiamata in breve Rotary Onlus. Le ONLUS godono di un trattamento fiscale pensato per favorire il ricevimento di erogazioni liberali in denaro o in beni. Infatti, far transitare le donazioni attraverso la ONLUS consente al benefattore (Club o Rotariano) di:
  • ottenere la ricevuta per la donazione effettuata e così accedere ai benefici fiscali previsti dalla normativa;
  • effettuare una donazione con garanzia dell’anonimato nei confronti del Rotary Club di appartenenza.
È utile, quindi, aderire alla suddetta ‘organizzazione’ distrettuale ed è opportuno che ogni Club e ciascun Rotariano del nostro Distretto sia a conoscenza della possibilità di agire, singolarmente o come Club, finanziando il ‘service’ attraverso la ‘Rotary ONLUS’, con la possibilità di beneficiare di talune agevolazioni fiscali per attrarre un maggior numero di donatori, oppure ottenere in donazione un importo maggiore. L’iniziativa di ‘service’ deve rientrare nelle attività proprie della ‘Rotary ONLUS’ previste nell'oggetto sociale, quali finalità di solidarietà sociale nei seguenti settori: a) assistenza sociale e socio sanitaria; b) assistenza sanitaria; c) beneficenza; d) istruzione; e) formazione professionale; f) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse storico ed artistico; g) promozione della cultura e dell'arte; h) tutela dei diritti civili. Vengono ammesse iniziative di ‘service’ esclusivamente a favore di terzi rispetto ai Soci della Rotary ONLUS. Resta categorico per gli aderenti – Club o Rotariani – il rispetto delle Regole, peraltro semplici ma precise. Il Codice fiscale della nostra ONLUS, come puntualmente comunicato da Sandro Mioni, Tesoriere delle stessa, nel corso delle brillanti relazioni tenute al SIPE ed all’Assemblea, è: 93150290232

  Obiettivi e Temi Distrettuali dell'Annata

AZIONE PROFESSIONALE
Il Rotary per la professionalità ed a tutela dell'etica professionale

L’Azione Professionale è rivolta al Vocational service (servizio attraverso la professione), che rappresenta l’anima del Rotary perché legato al motivo ideale da cui deriva la composizione della nostra base associativa’

Professione e Mondo del Lavoro, Etica e Deontologia
L’etica: un valore complessivo, irrinunciabile per l’Uomo, perché fatto di ‘carattere’, ‘costume’, ‘morale’; un valore al quale, non a caso, il Rotary International rivolge da sempre un’attenzione particolare, affinché sia correttamente recepito dai Soci e dai Soci stessi venga diffuso all’esterno dei Club, nella quotidianità delle rispettive professioni e frequentazioni, tramite un messaggio ‘forte e chiaro’, che esalti pure il fermo rispetto delle Regole
Quest’opera di sensibilizzazione e di promozione viene realizzata dal Rotary attraverso l’Azione Professionale, la più significativa e fondante delle quattro ‘Vie di Servizio’, che orienta e caratterizza sin dalla fondazione del primo Club rotariano il criterio della cooptazione dei Soci e, quindi, della composizione della base associativa (‘effettivo’) dell’Associazione.

Scambio Giovani
Programma del RI, nato in Francia nel 1927, che ogni anno organizza lo scambio reciproco di parecchie migliaia di giovani delle scuole medie superiori tra Club e Distretti di Paesi diversi, permettendo loro di maturare così esperienze educative e culturali diverse.

RYLA – Rotary Youth Leadership Awards
Progetto distrettuale annuale, teso a sviluppare qualità di formazione dirigenziale e civica, aperto a studenti universitari e a neolaureati di tutte le Facoltà.
I partecipanti, scelti tra i meritevoli su segnalazione dei Club che si accollano il costo dell'iscrizione, partecipano a un master della durata di una settimana, svolto presso una sede idonea attrezzata.

Fellowship e Circoli Professionali Rotariani
Costituiscono una rete globale di persone (Rotariani/e) che condividono interessi e valori analoghi.
A livello distrettuale, nazionale e internazionale le opportunità per i Rotariani di incontrare altri Soci sono innumerevoli ed i contatti stabiliti spesso portano alla cooperazione con progetti di servizio.

  Obiettivi e Temi Distrettuali dell'Annata

AZIONE DI INTERESSE PUBBLICO
Il Rotary presente ed attivo nella Comunità locale

‘L’Azione di Interesse Pubblico è rivolta al Community service (servizio alla Comunità), che rappresenta il cuore del Rotary perchè lo proietta verso l’esterno, sul Territorio e nella Comunità’

Azioni Rotariane di Priorità
Delineano le azioni operative cui il Presidente del RI assegna carattere di priorità, orientando i Distretti ed i Club all’intervento mirato.
Il Rotary raccomanda particolare attenzione ed impegno a fronte dei molteplici problemi legati allo stato delle risorse idriche, alle condizioni di grave precarietà sanitaria, alla denutrizione ed alla fame, alla crescente domanda di alfabetizzazione, anche in talune aree dell’Europa e pure dell’Italia, alle molte problematiche giovanili e degli anziani.
Carenza d’acqua, siccità ciclica, desertificazione progressiva, risalita del cuneo salino, inquinamento delle falde acquifere (da cui una serie micidiale di malattie soprattutto nel mondo infantile), gestione unilaterale della risorsa da parte di taluni Stati (da cui innumerevoli contenziosi internazionali per l’acqua, le cosiddette guerre per l’acqua), accaparramento delle fonti idriche da parte delle multinazionali ovvero la strisciante petrolizzazione dell’acqua (considerata ormai l’oro blu del XXI secolo) costituiscono una gamma delle tante emergenze acute di questo inizio di millennio, che vedono impegnato il R.I. con uno sforzo senza pari.
Per quanto riguarda la salute, l'obiettivo primario dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è il ‘conseguimento, per tutte le popolazioni, del livello più alto possibile di salute’, salute intesa come condizione di completo benessere fisico-mentale-sociale e non soltanto come assenza di malattia o di infermità. La piaga più grave in questo delicato settore è la mortalità infantile e materna per cui occorre investire su: assistenza di base; formazione del personale sanitario, con particolare riguardo per il settore ostetrico-infermieristico; organizzazione di strutture d’assistenza ostetrica in grado di individuare con tempestività le complicanze e di indirizzarle a strutture di emergenza.
La piaga della fame si presenta, oggi, sotto molteplici aspetti: circa i 2/3 della popolazione mondiale è sottoalimentata o malnutrita, anche se le carestie non sono più diffuse come nei secoli passati. Il problema è tutt'altro che nuovo, ma è cambiato il modo in cui oggi esso si manifesta. L’alfabetizzazione. Secondo la ‘vision’ rotariana, essa è l’operazione che consente di fornire alle popolazioni, che versano in condizioni di avanzata precarietà, gli strumenti base di conoscenza per essere in grado di vivere ed operare nel proprio ambiente naturale. L’analfabetismo, però, è un problema che riguarda pure noi, non foss’altro per l’appalesarsi, pure qui nella vecchia Europa ed in Italia, di preoccupanti forme di ‘analfabetismo di ritorno’: la nostra attenzione ed il nostro impegno dovranno essere rivolti, allora, in primis alla Scuola perché, nell’assolvimento del suo compito istituzionale di ‘fornire istruzione’, concorra effettivamente ad educare ed a formare le giovani generazioni.
Infine, il disagio giovanile e gli anziani.
I Club, pertanto, sono chiamati ad elaborare ed a far conoscere progetti di intervento in favore di questo importante, quanto ampio e variegato, complesso di problematiche, di esigenze, di priorità e di aspettative.

Rotaract e Interact
Affiancamento e supporto alle realtà distrettuali rotaractiana ed interactiana, con l’obiettivo del loro consolidamento ed espansione nei territori dei Club.

Scuola e Giovani
Supporto alla diffusione nel territorio distrettuale del Progetto ‘Sen-Jun’ attivato dai Club patavini ai fini di un efficace dialogo intergenerazionale.

Ambiente, Territorio, Patrimonio Artistico e Culturale
I Club rotariani del Distretto devono porsi come ‘soggetti attivi e propositivi’ per interventi rivolti alla tutela ed allo sviluppo dell’ambiente e del territorio, nonché alla conservazione e promozione del patrimonio artistico e culturale nei rispettivi ambiti e comunità. Handicamp di Albarella ‘LORENZO NALDINI’
L’Handicamp di Albarella, ‘campus’ tardo-primaverile per giovani diversamente abili, è l’interpretazione più autentica del concetto di solidarietà e di sollecitudine verso l’altro Uomo, la dimostrazione palese che con la buona volontà e la dedizione – mettendo in campo testa, cuore e mani – si può portare a compimento un’operazione di particolare valenza.
La nostra ‘Albarella’ è un ‘service’ che, per il suo alto significato e per i risultati tangibili conseguiti in 22 edizioni consecutive, merita di essere maggiormente conosciuto dai Rotariani del Distretto. Chi non ha mai avuto modo di toccare con mano questo importante esempio di servizio, dovrebbe farlo almeno una volta: potrà, così, rendersi conto di quanto esso costituisca una testimonianza vera di spontanea disponibilità e di solidarietà senza retorica.

Volontari del Rotary
Lo scopo del ‘Programma’ è duplice: far conoscere ai Rotariani le opportunità di servizio offerte dai progetti sponsorizzati dal Rotary o da altre organizzazioni ed aiutare i Club a trovare per i loro progetti umanitari, volontari con competenze ed esperienze non disponibili localmente. Il programma è aperto ai Rotariani ed ai loro coniugi, ai Rotaractiani, agli ‘Alumni’ della Fondazione e – laddove non vi fossero Soci con le competenze professionali – anche ai non rotariani. I volontari devono possedere adeguate cognizioni tecniche e professionali e avere compiuto 25 anni.

  Obiettivi e Temi Distrettuali dell'Annata

AZIONE INTERNAZIONALE
Il Rotary e la Comunità internazionale

‘L’Azione Internazionale è rivolta allo International service (servizio per l’Umanità), quale testimonianza dell’universalità del Rotary’

Promozione dell’Azione Internazionale e delle Relazioni Esterne
L’obiettivo dell’Azione internazionale è espresso nel quarto punto dello Scopo del Rotary: esso si identifica nella promozione dell’intesa, della tolleranza e della Pace fra i popoli mediante un’associazione internazionale di professionisti e di imprenditori uniti dall’ideale del servire e rispettosi di principi fondamentali, quali ‘libertà’, ‘giustizia’, ‘verità’, ‘onestà’, ‘rispetto dei diritti umani’ indispensabili per il progresso dell’Umanità.
L’azione internazionale si sviluppa lungo quattro direttrici operative:
1) Azione di Pubblico Interesse Mondiale (APIM);
2) Attività e scambi culturali a livello internazionale;
3) Ricorrenze ed eventi internazionali;
4) Raduni internazionali.

Promozione e Sostegno alla Fondazione Rotary ed Attuazione del Piano di Visione Futura
La Rotary Foundation è un soggetto giuridico senza fine di lucro, che opera a favore dell’Uomo, in quanto titolare i diritti inalienabili, quali il diritto al nutrimento, alla salute, alla dignità della persona. Essa è il ‘supporto operativo’ al R.I. nel perseguimento della comprensione mondiale e della Pace tramite programmi umanitari, educativi e di scambio culturale da realizzare a livello locale, nazionale, internazionale. È dotata di capacità di intervento su un fronte ‘pluridirezionale’ e con finalità molto più pregnanti del soddisfacimento del singolo bisogno emergente.
Il Piano di Visione Futura (P.V.F.) è la pianificazione dell’attività della RF per i prossimi decenni. La missione della Fondazione nella proiezione ‘futura’ rimane quella di far progredire la comprensione mondiale, la buona volontà e la Pace attraverso il miglioramento della salute, il sostegno all‘istruzione, la lotta contro la povertà. Il ‘nuovo’ motto della RF è ‘Far bene nel Mondo’ (Doing Good in the World – Faire le bien dans le Monde).

APIM (Azione di Pubblico Interesse Mondiale) e Monitoraggio dei ‘Service’ dei Club Il programma APIM si articola su progetti umanitari d’assistenza materiale, tecnica e professionale, rientranti nel campo dell’azione internazionale, svolti per fronteggiare esigenze di comunità bisognose in uno spirito di comprensione internazionale e amicizia. I suoi obiettivi sono diversi:
1) Migliorare la qualità della vita delle comunità disagiate;
2) Incoraggiare la cooperazione fra Club e Distretti di Paesi diversi all’attuazione di tali progetti;
3) Creare un’infrastruttura che consenta lo scambio di informazioni sulle richieste e sulle offerte d’assistenza;
4) Informare i Rotariani sulle iniziative di sviluppo internazionale e sugli aspetti culturali di altri Paesi e renderli consapevoli dell’importanza di attuare progetti che incoraggino le comunità a diventare autosufficienti;
5) Assistere i partecipanti ai progetti APIM connessi con i programmi e le attività del RI e della Fondazione Rotary;
6) Informare i Rotariani sulle possibilità di finanziamento dei loro progetti APIM attraverso sovvenzioni della Fondazione e altre fonti;
7) Far conoscere ad altri Rotariani i progetti APIM di maggior successo;
8) Promuovere la Pace, la comprensione e l’amicizia internazionale.

Contatti e Collaborazioni con la Realtà Rotariana Rappresentata dai Distretti della Nuova Zona 19
Il nostro Distretto dal 1 luglio 2009 è inserito nella Zona rotariana 19 (Svizzera, Germania, Austria, Ungheria, Slovenia, Croazia, Slovacchia, Bosnia, Herzegovina, Cechia, Romania, Israele, Liechtenstein, Moldavia) e, quindi, è proiettato nel cuore della nuova Europa. Sarà importante, allora, cogliere l’opportunità di dar vita a nuovi rapporti ed interscambi.

Borse di Studio ed ex Borsisti (Alumni)
Sono considerati Alumni della Fondazione Rotary gli ex borsisti degli Ambasciatori e per la Pace; gli ex beneficiari di sovvenzioni individuali, per i volontari del Rotary, per docenti universitari e per servizi di volontariato; gli ex beneficiari di sovvenzioni per la ricerca e per nuove opportunità; nonché gli ex partecipanti a Scambi di gruppi di studio. La Fondazione conduce varie iniziative il cui fine principale è quello di sviluppare rapporti a lungo termine sia tra gli Alumni che tra questi e il Rotary. Ciò, perché gli Alumni, avendo esperienza diretta di programmi specifici, costituiscono una fonte d’informazioni utili al loro miglioramento, nonché una risorsa preziosa per lo sviluppo di iniziative analoghe.

SGE – Scambio dei Gruppi di Studio Il programma offre a giovani professionisti di età compresa fra i 25 e i 40 anni, all’inizio della carriera, la possibilità di compiere un soggiorno della durata di 4-6 settimane in un Paese straniero, a scopo culturale e professionale. Questo grazie ai gemellaggi tra Distretti di Paesi diversi, che organizzano visite incrociate di gruppi composti da giovani professionisti non rotariani, guidati da un capogruppo rotariano.
Scopo del programma è di affinare le doti professionali e di leadership dei partecipanti, per prepararli ad affrontare sia i bisogni delle comunità in cui vivono e lavorano, che le sfide di un mercato del lavoro sempre più esigente e globale. Esso offre, inoltre, l’opportunità di avviare iniziative di cooperazione internazionale tra i Distretti gemellati in settori come la sanità e l’educazione. Un soggiorno che offre ai partecipanti l’opportunità di vedere com’è praticata e regolamentata la loro professione in un Paese straniero e di stabilire contatti personali e professionali volti a favorire lo scambio di idee.

Club Contatto e Comitati Interpaese
I Comitati Interpaese ed i Club contatto consentono di creare ed incrementare attraverso i Club rapporti e legami tra le Nazioni sul piano culturale, economico-sociale e professionale, agevolano il consolidarsi di una mentalità internazionale, concorrendo con ciò al conseguimento di due importanti obiettivi rotariani primari, la comprensione e la Pace.
I Comitati Interpaese sono ‘vettori’ di unione e di idee e l’Azione internazionale sarà tanto più incisiva ed efficace, quanto più sarà frutto di relazioni umane pienamente riuscite. Essi sono chiamati ad integrare le attività dei Club contatto, organizzando riunioni comuni tra i Club gemellati di un Paese e quelli corrispondenti dell'altro Paese, realizzando iniziative in comune nell'ambito degli ideali e degli obiettivi rotariani, consentendo in questo modo una migliore conoscenza reciproca e una maggiore coesione rotariana a livello internazionale.
In particolare, lo scopo dei Comitati è quello di:
1) incoraggiare i Rotariani a scambiarsi visite nei rispettivi Paesi e nelle proprie case;
2) rafforzare i vincoli d’amicizia e la collaborazione a progetti tra Club e Distretti di Paesi diversi;
3) contribuire alla Pace nel mondo.

Promozione del Congresso Internazionale (Convention)
Il Congresso annuale del Rotary è una significativa opportunità per tutti i Rotariani non solo per rinverdire i principi e gli indirizzi istituzionali dell’Associazione, ma anche per prendere cognizione della valenza dei grandi interventi umanitari realizzati nel corso dell’annata, nonché della sua dimensione internazionale e del carattere multietnico del suo effettivo, testimonianza concreta di culture, di tradizioni e di operatività le più diverse.